Mancio, che frecciata a Moratti"Voleva fare la formazione, ma..."
"Moratti ha provato a farmi la formazione, ma non c'è riuscito". Roberto Mancini, a 400 giorni dal bruciante allontanamento dall'Inter ha ancora dei sassolini da estrarre dalle scarpe. In un'intervista ad "Avvenire", il tecnico attacca i dirigenti del calcio di oggi: "A volte penso che Mantovani non sia mai esistito. Un uomo troppo grande per essere vero. Oggi i presidenti non stanno mai zitti, fanno interviste ogni tre giorni. Per dire cosa?".
"Creano solo confusione", ha continuato il Mancio che ha sottolineato come "quella su Berlusconi che ora può fare la formazione anche a Leonardo fosse solo una battuta. Io posso solo parlare di Moratti - ha continuato - e qualche volta ci ha provato anche lui a farmi la formazione, magari spingendo per mandare in campo qualche giocatore che gli stava più a cuore. Ma non c'è riuscito, anche perché penso che non sia giusto che un presidente interferisca sulle scelte tecniche. Questo è uno dei mali peggiori del nostro calcio".
In crisi, secondo Mancini, anche per le gerarchie esasperate all'interno delle società: "Presidente, ds, responsabile area tecnica, team manager, qui da noi non fanno altro che complicare tutto e alimentare le pressioni - spiega l'ex mister nerazzurro -. La mancanza di chiarezza e trasparenza nelle decisioni, unita a una cultura sportiva sempre più scarsa e agli stadi più brutti d'Europa, hanno messo in crisi il calcio italiano. Siamo in uno stato di inferiorità evidente rispetto a quello inglese e spagnolo. Almeno spero che siamo fuori da Calciopoli?".
Nello sfogo del Mancio c'è spazio anche per dei rimpianti sulla carriera da giocatore: "Se all'epoca avessi giocato nella Juve, nel Milan o nell'Inter, un paio di Palloni d'Oro li avrei portati a casa anch'io. Ma l'unico dolore vero è stata la finale di Coppa dei Campioni persa con il Barcellona. Fino a quando andrò in panchina, non avrò altro scopo che prendermi quella Coppa che meritavo da giocatore".
Obiettivo meraviglioso: ma da dove inseguirlo? "Il mio progetto futuro? Lavorare con i giovani, veder crescere un gruppo con un programma preciso. I miei due principi fondamentali non sono certo il denaro e la vittoria a tutti i costi, ma il divertimento e la possibilità di educare attraverso il calcio".
E infine, ultimo messaggino cifrato a Moratti: "Ibra forse dopo aver vinto tutto negli ultimi tre anni ora sente l'esigenza di andare a fare un'altra esperienza. E con me Balotelli ha esordito a 17 anni ed è sempre stato sereno e rispettoso. Mi fa male sentire certi cori e quell'atteggiamento di intolleranza nei suoi confronti, ma del resto viviamo in un Paese in cui si è innescata la paura del diverso".
complimenti................